A Santiago, Margareta, la fedele servitrice di Paulo Rodriguez si mette sulle tracce di Suor Pentimento, la religiosa capace di leggere e interpretare le versioni altrui. La città però è capeggiata un gruppo di santoni, sedicenti guaritori, che in realtà sono dei seguaci dell’odiata maga Oronza. Margareta non è più al sicuro a Santiago e si vede costretta a lasciare la città senza aver compiuto la sua missione.

Di nascosto da tutti Paulo ha scoperto il modo di mutare la pietra in carne viva e di dare nuova vita a Consuelo, la donna che sposò e che ama ancora, nonostante in passato fu costretto a ripudiarla. Ora medita di salvare la sua amata e di scappare con lei lontano dall’America Latina.

Johnny arriva in tempo al capezzale di Suor Paula e l’assiste mentre la donna combatte tra la vita e la morte. Durante il suo delirio, la donna riceve una visione da santo Palombo che le mostra il luogo dove si trova la statua di Consuelo. Adorna ora il giardino di Carmencita Dos Santos, nota cantante-soubrette di un locale molto alla moda di Rio de Janerio. Paula si sveglia e rivela la notizia a Johnny, che quindi si mette subito in viaggio.

Intanto alla villa di Asuncion, Junior e Francisco giocano spensierati con i piccoli Milagros e Juanito sotto lo sguardo vigile di Paulo Rodriguez. Finché una notte Junior riesce a ricordare una delle visione: sua madre Consuelo gli appare attorniata da luce e rose e gli ordina di recarsi sull’Everest, ricondurre Ramona e Padre Pedro ad Asuncion e di ritrovare la spada sepolta sotto una spesa coltre di neve. Al suo risveglio, Junior decide di partire. Il vescovo organizza una processione per le strade della città conducendo il reliquario contenente le lacrime miracolose di Consuelo con Junior al suo fianco, giunti alle porte della città benedice il giovane e lo lascia partire.

A Rio, Johnny assiste ad uno spettacolo di Carmencita e poi l’aspetta all’uscita del locale. Nel rivederlo la donna scoppia in lacrime e lo abbraccia calorosamente, ma Johnny si mostra freddo e l’allontana con un braccio teso. Le domanda perché mai ha fatto rubare/rapire la statua della sua amata Consuelo. Carmencita, allora, gli confessa il suo amore che dura da quando erano ragazzi e vivevano a Santa Maria. Desiderava tanto rivederlo un ultima volta. La donna, infatti, ha deciso di accettare un ingaggio a Brodway. Si era recata ad Asuncion per salutarlo ma il vescovo l’aveva cacciata dalla “Santa Casa della guaritrice Consuelo” per il suo passato torpido e peccaminoso. Così Carmencita si era risolta a portar via la statua. Propone a Johnny di passare con lei gli ultimi giorni prima della sua partenza per gli Stati Uniti, in cambio gli renderà la statua. Johnny accetta. Ma fin dalla prima notte è chiaro che Carmencita è una donna fin troppo disinibita e il povero Johnny non sa resisterle. Dopo avere consumato con lei una notte di fuoco, Johnny non ricorda più nulla e Carmencita lo porta con sé a Brodway, dove diventa il suo manager. La donna, che in segreto è una accolita della perfida Oronza, mantiene la parola data e rispedisce in una cassa la statua ad Asuncion.

Il pacco arriva proprio il giorno in cui Margareta e i bambini sono andati al porto per accogliere Evandro e Morena di ritorno da Katmandu. Paulo è solo con la statua, si accinge all’incantesimo che la risveglierà, ma esita perché sa che per Consuelo sarà come rinascere da capo, cioè la sua mente non conserverà alcun ricordo del passato…



Paulo compirà l’incantesimo per liberare Consuelo o preferirà lasciarla di pietra? Riuscirà il giovane Junior a ritrovare gli amici dispersi sull’Himalaya? Cosa ne sarà di Johnny? Vivrà per sempre al fianco di Carmencita, sotto l’influsso della maga Oronza? Riusciranno mai i nostri eroi a vivere più di dieci minuti in pace sotto lo stesso tetto? A questa e ad altre mille domande la risposta nella prossima, avvincente, imperdibile puntata di Consuelo: il volto dell’amore!



Ormai erano giorni che Kamui vagava per la “fasienda” vestito come Rossella O’Hara piangendo il suo amore sfortunato per Johnny, così bello e pur così irraggiungibile.
Fuma osservava tra lo sconvolto e l’impaurito l’orrenda trasfigurazione che aveva fatto del suo pulcino una donna sudamericana del XIX secolo.
Preso coraggio il giovane serial killer decide di tentare un ultimo tentativo: provare a parlare con Kamui-Consuelo.

– Kamui, dobbiamo parlare.

– Johnny tu non dovresti essere qui! Cosa dirà tua madre Susan?

– Kamui, io abito qui e… mia madre è morta… secoli fa!

– Susan è morta? Oh, che immane tragedia! Pregerò per la sua anima!

– No, stammi a sentire invece! Tu non sei Consuelo, questa non è l’America Latina (tu non ci sei mai stato in America Latina) e io non mi chiamo Johnny, mi chiamo Fuma. Fu-ma! Ripeti con me.

– Dici questo per allontanarmi da te, ti fingi un altro forse perché non mi ami più?

– No!! – Fuma per la prima volta pensò che ucciderlo sarebbe stato la soluzione più indolore – Kamui, razza di cretino, guarda fuori! Ti sembra che viviamo in campagna? – Kamui guardò oltre la finestra ma non sembrava convinto. Allora Fuma se lo caricò di peso su una spalla e lo portò in strada – Vedi, macchine non cavalli, palazzi non fattorie…

In quel mentre passarono Seishiro e Subaru di ritorno da una passeggiata con Seiji. Era quanto mai insolito vedere Fuma sveglio alle 5 del pomeriggio, ancora di più vederlo in compagnia di Kamui, ammesso che quella creatura con il vestito con i cerchi e il capello di paglia a falde larghe fosse il secondogenito dei Tomoe.

– Che fate? – osò Seishiro, temendo di conoscere la risposta. Fuma lo fissò in versione bambino molto tenero.

– Credo che fa un secondo porrò fine alle sue sofferenze. Forza, Kamui, almeno il Deficiente lo riconosci? Lui chi è?

Kamui-Consuelo fissò a lungo l’amico che si produsse in un sorriso rassicurante. Non credeva che sarebbe servito a molto, ma era perfino commovente che Fuma ci stesse provando. Per un attimo pensò che essere innamorati di una persona che si crede Consuelo è quasi peggio che essere innamorati del Sakurazukamori, provò pena per lui…fu solo un attimo di distrazione.

Alla fine Kamui gli sorrise e gli strinse la mano – Carmen!

– No! – Fuma appoggiò la testa sulla spalla del padre in cerca di un appoggio, non solo morale.

– Sopprimiamolo, Fuma, così soffre solo! – tentò di convincerlo Seishiro.

– Aleandro! – gridò Kamui-Consuelo.

– Chi? Cosa? – Fuma si riprese dallo sconforto – Pulcino, è solo papà! Sai, il tizio che vive a casa con il Deficiente...

– Siamo sposati, idiota! – ruggì “il Deficiente”. Monou lo ignorò del tutto.

– No, lui è Aleandro! Ma io ti perdono per avermi usato violenza!

– Di cosa parla? – osò chiedere a bassa voce Sakuarakuza – Perché se mi sta chiedendo di picchiarlo, non ci metto niente…

– Non sono sicuro – iniziò incerto il figlio – Sono arrivato solo alla 154° puntata…

– Cioè?! Non dirmi che anche tu sei stato colpito dal virus da telenovela! – chiese Seishiro inorridito.

– No, sto cercando di entrare nel suo mondo. Se segui, le puntate di Consuelo capisci che il suo delirio copia alla lettera la sceneggiatura. Ma non ho idea di chi sia Aleandro!

– Ehm… Scusa Kamui… cioè Consuelo – Subaru pensò che non era una cattiva idea, per essere un’idea nata della mente del Criminale – Saresti così gentile, di dire a me, Carmen, chi è questo Aleandro?

L’uomo che un tempo era stato il terribile guardiano del Sakura maledetto fissò stupito il suo innamorato… Oramai ne era sicuro, se non abbatteva il nanerottolo tutta la sua famiglia sarebbe stata contagiata da “Consuelo”.

– Ma certo Carmen, lui è Aleandro… Lui è segretamente innamorato di me...

– Ma che sei scemo?!

– Ma io amo solo Johnny! E allora mi ha usato violenza...

– Papà che hai fatto al pulcino?!

– … E ora sono incinta! – a queste parole i tre si voltarono simultaneamente verso Kamui.

– Kamui… Ehm, Consuelo, tu non puoi essere incinta – cercò di dirgli Subaru.

– Va bene che ti piacciono gli uomini… Però… – Fuma era del tutto sbiancato.

– Ma chi mai si accosterebbe a te! – gridò più schifato che mai Seishiro.

– Neghi di avermi violentato?

– E’ pazzo! E’ del tutto pazzo! – gemette Sakurazuka cercando conforto nello sguardo spaesato di Subaru, prima, e in quello sconvolto di Fuma, poi.

– Johnny, nonostante io mi sia congiunta con Aleandro, contro la mia volontà, è solo te che amo e solo da te vorrei un figlio…  Fuma non sapeva più che pesci pigliare – Questa creatura che portò in grembo, la cresceremo insieme!

– Senti, Kamui, questo è troppo perfino per me. Passi che Yuto se la faccia con la mamma di papà, passi che mia madre aveva strani atteggiamenti con tua madre, passi che tu volevi sposare mia sorella per avermi vicino, ma che tu voglia avere un figlio da papà… Beh, non lo posso proprio tollerare!

– Nemmeno io! – urlò Subaru.

– Johnny, Carmen, voi dovete perdonare Aleandro. Preghiamo tutti insieme S.Palombo!

– D’accordo ci rinuncio! Andiamo Consuelo, torniamo alla fasienda! – Fuma prese Kamui-Consuelo per mano e si incamminò verso l’appartamento-fasienda.

Subaru girò la carrozzina di Seiji e si avviò verso casa. Seishiro lanciò un’ultima occhiata al figlio che apriva il portone, il quale, a sua volta, gli lanciò un saluto, poi raggiunse il suo compagno.

– A te non piacciono le telenovelas, vero Subaru-kun?

– Con tutto il daffare che mi date voi altri, non vedo proprio come trovare il tempo per guardare la tivù!

 

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